La Legge NON è uguale per tutti: la Prescrizione SI
Due giorni addietro, mangiando davanti alla famigerata televisione (mi sto sempre più convincendo che sia il miglior modo per non digerire…), mi sono soffermato in una notizia che ha distolto per un’attimo la mia vorace attenzione dai miei maccheroni: la prescrizione di un ulteriore accusa sul nostro Silvio cavalier Berlusconi.Trattasi della definitiva caduta delle accuse, nel processo tv per i diritti Mediaset, per fatti di appropriazione indebita avvenuti fino al luglio del 1999, per episodi di falso in bilancio fino al 1998 e per fatti di frode fiscale fino al 1998. Se desiderate avere maggiori informazioni, vi passo io uno dei pochi siti che ha diffuso la notizia…
Per chi volesse vedere in questo mio post un motivo di scontro politico, di presa di posizione, qualora simpatizzante del Cavaliere, o di solidarietà (nel caso contrario), premetto subito che il mio interesse nei confronti di tale notizia appresa, non si poggia sul personaggio in questione, bensì su quel fenomeno sociale, al pari delle scarpe autunno/inverno o del cellulare di ultima generazione, che viene chiamato “Prescrizione di un reato”.
Poiché non aggiornato sulle mode del momento, finiti i maccheroni (col ragù di mia madre, l’unica nota felice di questa faccenda!), ho fatto una breve ricerca sul significato di tale termine e sugli arcani che vi si nascondono. Voi lo saprete già, ma io ho voluto far finta di non sapere che a causa di questa parola “un reato presunto non sussiterà più qualora sia scaduto un termine ultimo per il quale portarne avanti il processo sarebbe un costo eccessivo”.
Antieconomico insomma.
Siamo voluti entrare in una “Comunità Economica”? Ebbene, se la Spagna ha reso più convenienti le arance come la Grecia ha fatto con il formaggio FETA, l’Italia non poteva certo essere da meno apportando il suo contributo economico con la “Legge”. Una sorta di “commetti 3, paghi 2” per i reati, con tanto di tessera di fidelizzazione dove mettere i punti per quelli reiterati: e a 50 punti, si sa, si riceve il premio (che nel caso in questione non è un set di tazze, ma il mancato soggiorno in un posto assai “fresco”) e si riinizia da zero.
Ovviamente, in allienamento con il titolo del post, la prescrizione, è un processo sociale assai democratico, si presta ad essere condiviso dalle molte sfaccettature della nostra politica, senza disdegnare parte alcuna. Come nel caso di D’Alema: “Nel 1985 ricevette 20 milioni di lire dal miliardario Francesco Cavallari, in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Per questo finanziamento illecito D'Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato. L'episodio è stato ammesso dallo stesso D'Alema quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.”
D’Alema, in quell’occasione, “subì” il non esser stato a conoscenza della "mafiosità" dei propri amici, triste e mero destino che tocco tempo dopo al buon Totò “governatore della Sicilia” Cuffaro che, ingenuamente in totale buona fede, si avvalse della collaborazione di personaggi dei quali egli nn sapeva avessero il piccolo vizietto dell’associazione per delinquere (certo che la “sfortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”, come sosteneva Groucho dei fratelli Marx).
Ebbene vi piacerà sapere che, anche per Cuffaro, la prescrizione scese in suo aiuto per ribaltare quell’infame destino che si era preso gioco di lui (se desiderate avere maggiori informazioni, clikkate su questo articolo di Marco Travaglio e ne scoprirete delle belle)
Dulcus in fundo, nella carrellata democratica passata da destra a sinistra, non poteva mancare lo storico Democratico-Cristiano Andreotti, il cui rapporto con il fenomeno prescrizione è così tanto intricato, ma tanto tanto, da doverne rimandare e dedicare l'intera trattazione nel secondo capitolo di questa piccola inchiesta.
Un cordiale saluto a tutti.
Mandragor
Foto: www.pubblicitaitalia.com/

Etichette: Società

12 Comments:
Hey Mandragora sei tornato! Auguri di buon lavoro col blog!
By
Marlon, at 1:37 PM
Bel blog, anche come stile :)
Inoltre mi fa piacere leggere persone che riescono a parlare in modo onesto, spesso chi è di sinistra si sente l'obbligo di dire o non dire eterminate cose. L'imparizalità e la capacità di critica genuina/autocritica è rara, complimenti! Te lo dice uno che vota sinistra!
By
Pertu, at 9:42 AM
Thanx Pertu, difatti è ciò che contraddistingue il blog, l'imparzialità, forse per l'evidente incapacità di distinguere il buono dal cattivo (perchè questa è la realtà se si va in fondo davvero alle cose, ognuno con le sue ragioni ed ognuno con i suoi torti). 1 saluto.
By
Mandragor, at 10:09 AM
Ciao Mandragor! Sono Iasann. Ho trovato un tuo commento sul mio blog e ora ho trovato te! Grazie per ciò che mi hai scritto e per essere passato! Mi piace come tratti con chiarezza i temi che scrivi, complimenti! Sono un pò lenta a mettere i link(ho ancora bisogno di aiuto)spero in giornata di poterti aggiungere ai miei preferiti. A presto! :-))
By
Anonimo, at 11:33 AM
Ciao Mandragor vedo che anche te stai bene a lavoro che porti avanti complimenti.
Volevo dirti che Ti ho linkato su
www.isolapulita.it
probabilmente in futuro Ti chiederò collaborazione per la pubblicazione di nostri comunicati Ciao Pino Ciampolillo
By
Anonimo, at 4:10 PM
Hola a tutti raga e grazie per i commenti! ho visitato i vostri blog ben volentieri poichè voi come me trattate in modo bello e personale tematiche sociali e proprio per questo nei vostri commenti, di qualsiasi genere esi siano, io possa trovare un sano modo di confrontarsi. Buon lavoro a tutti
1saluto
1saluto
By
Max, at 4:02 PM
ISOLA DELLE FEMMINE PIANO REGOLATORE GENERALE UNA STORIA CHE NON HA FINE
ISOLA DELLE FEMMINE PIANO REGOLATORE GENERALE UNA STORIA CHE NON HA FINE
PIANO REGOLATORE UN’OCCASIONE DI CRESCITA
Sono trascorsi diversi anni da quando, un Amministratore del nostro Paese, allora in carica, dall’alto della Sua saggezza contadina ebbe a domandarsi “… come mai, quando in quest’aula comunale si discute di Piano Regolatore Generale, si vede sempre tanta gente? ….”. La domanda lasciata a metà, non lasciava intravedere la composizione sociale di detta “gente”. Come è ormai acclarato, il Piano Regolatore Generale, ha fatto le fortune di politici speculatori ed affaristi di ogni risma (ad esempio, la cronaca giudiziaria, arriva a parlare addirittura di una sorta di “ministro incaricato ai lavori pubblici”). Le lotte sociali per l’affermazione, il diritto di partecipazione della tutela e salvaguardia del territorio, hanno avuto un ruolo determinante nella formulazione di leggi e provvedimenti legati alla gestione urbanistica del territorio. Il Piano Regolatore Generale ripartisce, riqualifica il territorio con l’obiettivo di rendere qualitativamente vivibile il nostro Paese. Riqualificare non vuol dire solo migliorare l’ambiente urbano, né solo attuare politiche sociali fornendo servizi quantitativamente e qualitativamente necessari, vuol dire, soprattutto, riconoscere i Cittadini abitanti come protagonisti portatori di capacità progettuali, dar loro la possibilità di avere accesso su piano decisionale. Significa insomma rinunciare a versioni, burocratiche, amministrative o tecniche per puntare su un’azione partecipata alfine di ridare il senso di cittadinanza e ottimi motivi per sentire il Paese come proprio. Ciò che qui si propone è un’inversione di tendenza di quella che è ormai prassi consolidata. Ciò che si richiede è un diverso approccio e fondamentalmente, una convinzione culturale e politica niente affatto scontata, tenuto conto che il più delle volte gli atti amministrativi importanti si costruiscono nei U.T.C. e solo successivamente passano al vaglio dei cittadini. Da parte degli amministratori, vi deve essere una sorta di “INVESTIMENTO POLITICO” nella “PARTECIPAZIONE”, come parte integrante di un programma amministrativo. Se si riesce a coinvolgere i cittadini nel processo di sviluppo della comunità, affinché acquistino una maggiore consapevolezza dei loro problemi e dei loro bisogni impiegando le loro capacità per il miglioramento delle condizioni di vita e acquistando fiducia in ciò che si ottiene dall’azione unitaria finalizzata al raggiungimento degli obiettivi comuni. La PARTECIPAZIONE non può limitarsi al semplice chiedere o informare di decisioni già prese a monte. La PARTECIPAZIONE non è una decisione spontanea che arriva da una improvvisa “illuminazione”, ma è il faticoso e incessante, frutto di un lavoro quotidiano, continuo ed intenso che non può non coinvolgere tutta la macchina amministrativa.
Questo è l’ invito! Il momento dell’elaborazione del Piano Regolatore Generale è un’occasione che non possiamo perdere, per sviluppare economicamente e socialmente la nostra comunità, nel rispetto della democrazia e della legalità.
PINO CIAMPOLILLO
Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.it
By
Pino Ciampolillo, at 9:41 AM
ISOLA DELLE FEMMINE PULITA NELLA LEGALITA’
ISOLA DELLE FEMMINE PULITA NELLA LEGALITA’
DEMOLIRE E CONFISCARE LA LEGGE C’E’
Spronare gli amministratori a rimboccarsi le maniche, agire da buoni padri di famiglia e rammentare il programma elettorale, senza piangersi addosso, per le manovre che il governo e la regione mette in atto per ridurre sempre più le uscite e diminuendo nel contempo i trasferimenti.
Vogliamo parlare dell’abuso edilizio cronico, elevato a sistema?
Quante costruzioni illecite sono state registrate e che dimostrano l’inerzia dell’amministrazione ingenerando così un legittimo affidamento sulla liceità dell’operato di cittadini disonesti.
La legge sui suoli stabilisce che, per ottenere il diritto di edificare, modificare, demolire un immobile, il cittadino ha l’obbligo di chiedere all’au-torità comunale la licenza edilizia, versare un contributo per le spese di urbanizzazione e una quota calcolata sui costi di costruzione dell’opera. Senza la licenza edilizia, il Sindaco, con ordinanza, ingiunge la demolizione della co-struzione, confisca l’area occupata e la acquisisce al patrimonio del Comune.
Considerato che la legge c’è, attribuisce ai Comuni le competenze nel campo dell’edilizia e offre gli strumenti atti a reprimere gli abusi, non si direbbe che nei comportamenti omissivi degli am-ministratori sia configurabile il reato di omissione di atti d’ufficio, che consiste nella violazione dell’obbligo giuridico di compiere un certo atto imposto dalla legge?
Sulla casa gravano tante imposte inoltre la pressione fiscale è enormemente aumentata negli ultimi anni.
Perché dunque il cittadino onesto deve assistere e tollerare il fenomeno generalizzato dell’abuso edilizio causato da inerti e colpevoli pubbliche istituzioni?
Pino Ciampolillo
Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.it
By
Pino Ciampolillo, at 10:03 AM
hai ragione che è tutto uno schifo. Senza fare qualunquismo, credo ke gli scheletri nell'armadio ce li abbiano tutti!
Ne ho parlato anke nel mio blog,circa l'assoluzione di Berlusconi. Se volete dategli un'occhiata:gia83.blogspot.com
By
Gianluca, at 3:13 PM
IL T.A.R. SICILIA RESPINGE IL RICORSO PRESENTATO DALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE NO PET-COKE
LA SENTENZA T.A.R. SICILIA: RESPINTO RICORSO PRESENTATO DALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE PER L'UTILIZZO DEL PET-COKE. IL T.A.R. SICILIA DICE "NO AL PET-COKE"
Il 25 luglio 2006 l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia diffidava la Italcementi di Isola delle Femmine "… dal continuare ad apportare modifiche all’impianto del ciclo produttivo in assenza delle previste autorizzazioni da parte delle Autorità preposte..." inoltre nella diffida si intimava alla ".....Italcementi il divieto ad usare il pet-coke come combustibile ed evitare tutte le attività di emissioni contenenti il pet-coke....".
Avverso a tale diffida la Società interessata presentava ricorso al T.A.R. Sicilia chiedendo la provvisoria sospensione della diffida.
Il Tribunale Amministrativo che aveva già respinto la richiesta di sospensione, in data odierna si pronunziava definitivamente: "...Ritenendo infondato il ricorso proposto dalla Italcementi..."
“…la Italcementi non ha mai menzionato la presenza e l’uso del Pet-coke come combustibile….”.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita nell’attesa di conoscere le motivazioni dei Giudici del T.A.R. (dr.Giallombardo-dr Veneziani e dr. Valenti) esprime soddisfazione per l'esito del ricorso e si augura che per il futuro non si verifichino le gravi violazioni di legge già rilevati dall'Assessorato Territorio ed Ambiente il cui parere trova peraltro riscontro anche in Studi finanziati dagli stessi cementieri
“……bisogna inoltre rilevare che proprio la natura stessa del coke di petrolio deve indurre a molta cautela nella sua manipolazione, così come altrettanta attenzione deve essere posta nel bruciarlo.
Ferma restando la necessità di rispettare i vigenti limiti di legge sulle emissioni……”
Il coke di petrolio come fonte di energia Giacomo Pinelli
L’ALTA PERICOLOSITA’ DEL PET-COKE E’ DOVUTA alla SUA elevatissima concentrazione di zolfo (responsabile dell'anidride solforosa), di metalli pesanti quali il Nichel e Vanadio e di policiclici aromatici (sostanze cancerogene).
La mancanza di uno specifico impianto di abbattimento nell’utilizzo del pet-coke come combustibile, genera un impatto ambientale particolarmente elevato per la matrice ambientale aria e, quando si parla di impatto ambientale nell’aria e relativo effetto sulla salute delle sostanze inquinanti, bisogna prestare particolare attenzione ai FLUSSI DI MASSA di questi impianti.
’impatto ambientale deriva dal quantitativo d'inquinanti emessi in un arco temporale, soprattutto se pensiamo a quelli più persistenti (metalli, diossine etc).
Per valutare l’impatto si deve moltiplicare la concentrazione degli inquinanti per la portata (cioè la quantità d’aria) così avremo il flusso di massa (quanto esce in un’ora, mese o anno d'inquinanti).
Il comitato Cittadino Isola Pulita, ricorda quanto evidenziato in diffida
“…la Italcementi ha fatto uso di pet-coke sin dal 1987 pur in assenza di relativa autorizzazioni...”.
Senza che la popolazione NE SAPESSE NULLA
Il Comitato Cittadino Isola Pulita
richiama ancora una volta l'attenzione e la vigilanza delle Autorità che per norme giuridiche hanno il compito e la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini, la salvaguardia dell'ambiente, la qualità dell'aria, la qualità dell'acqua, la tutela preservazione e conservazione dei beni e zone ad alta protezione ambientale e
paesaggistica(per esempio le sedi dei siti S.I.C. ITA 020047; ZPS ITA020023; IBA155)
Il Comitato Cittadino Isola Pulita
ritiene le Autorità altresì responsabili di eventuali atti omissivi che possano pregiudicare, nel presente e nel divenire, la SALUTE dei CITTADINI e la TUTELA dei BENI AMBIENTALI,
Il Comitato Cittadino Isola Pulita ritiene le Autorità competenti, responsabili di tutti i danni materiali e morali conseguenza di tali atti omIssivi.
NO PET-COKE NO PET-COKE NO PET-COKE NO PET-COKE
http://isolapulita.iobloggo.com
By
Pino Ciampolillo, at 5:09 PM
Certamente la legge non è uguale per tutti, neanche la prescrizione è uguale per tutti, dipendendo dal personaggio il conteggio viene fatto in un modo o nell'altro, poi ci sono anche le attenuanti.... anche quelle concesse secondo la "categoria" del cittadino;
arrestano un padre di famiglia che ruba una borsa della spesa e non un usuraio che manda al lastrico le persone;
arrestano un ragazzo che si fa una canna e non un potente che sniffa;
arrestano un esasperato che si sfoga e mandan fuori l'assassino che finisce la vittima;
arrestano un venditore abusivo e non un pubblico ufficiale che negozia le sentenze;
No, la legge non è uguale per tutti
mentre le cause che interessano ai veri delinquenti vanno a tutto gas, le cause della vera vittima rimangono in istruttoria, vedilo in casosannino.com
By
Anonimo, at 11:11 AM
I found this site using [url=http://google.com]google.com[/url] And i want to thank you for your work. You have done really very good site. Great work, great site! Thank you!
Sorry for offtopic
By
Anonimo, at 3:58 AM
Posta un commento
<< Home